FOCHI, NUTRIE E SAN GIOVANNI

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Volete andare a vedere i fochi di San Giovanni e passare da fiorentini, veri fiorentini? Tipo che siete nati a Reggio Calabria ma maremma impesdada e son fiorendino da cingue generazioni (la zeta dura, mi raccomando) che i’mmi babbo gliera amigho di Antognoni. Ecco ci sono alcune cose che dovete sapere.
Tipo: quando iniziano i primi fochi e voi siete pigiati in qualche calca immonda sulla riva dell’Arno tra una coppia che tromba e una nutria che vi sta rubando il portafogli, dovete dire ad alta voce “Guarda! Quello è il mio divieto di sosta del mese scorso”. È una cosa che fa sempre molto ridere. E comunque la nutria avrà quel portafogli che lo vogliate o no.

Non mancate mai, mi raccomando, di sottolineare – sempre rigorosamente ad alta voce – quali sono i vostri fochi preferiti. Vi do una dritta, in genere quelli preferiti da tutti son quelli stile hollywoodiano che esplodono alti e poi filano giù come fontane di lapilli dorati. Insomma quelli. Ecco ditelo, mi raccomando: “Belliiiii, quelli sono i miei preferiti”. Qualche coglione intorno a voi annuirà di sicuro.

Alla fine dello spettacolo potete ovviamente dire che erano meglio quelli dell’anno scorso. Anche se le cose sono cambiate da quando abbiamo un sindaco di Torre del Greco, che da quelle parti quando i bambini di otto anni tirano un petardo è grossomodo come quando da noi fanno brillare ordigni della Seconda Guerra Mondiale. Mi piace Firenze. Mi piace San Giovanni. Mi piace maremma cane. Anche se il mi babbo è buttero, la mì mamma valdarnese e io lavoro in provincia di Siena. Che lì di San Giovanni se ne sbattono e il 24 mi tocca pure lavorare. Amen.

 

di Tommaso Ciuffoletti

 

Articolo pubblicato dalla redazione.

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