Chiara Pina

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Indelebile.Per qualcuno è solo un aggettivo. Per altri è un lavoro. Per Chiara – la ventinovenne della provincia di Lecco che è da qualche mese resident nel tattoo saloon Lacrimanera – è un momento per celebrare la vita attraverso un attimo, un gesto, un segno che resta, appunto, indelebile.
Chiara ha più centimetri di pelle inchiostrata che visibile. E tutto ciò mi affascina. Mi racconta con delicatezza, come se stesse raccontando una storia, che si è avvicinata al mondo del tatuaggio a piccoli passi, come si fa con un animale sacro, con discrezione, per non disturbare. Mentre beviamo quel caffè, durante un’umida giornata di pioggia, le credo.
Una narratrice armata di inchiostro e macchinetta, che filtra le emozioni della gente attraverso i suoi occhi prima, attraverso la pelle, poi. Il suo stile, che ricorda molto le illustrazioni dei libri per bambini, coincide col suo intento: quello di essere il narratore delle storie che la gente le racconta. Poi le chiedo il perché del suo trasferimento qui. “Firenze è stata una scelta di cuore più di ogni altra cosa, più della testa, più dello stomaco. Ma la vita ha il suo tempismo ed io non ho fatto altro che assecondare il mio”.

Per informazioni scrivetemi a valentina@lungarnofirenze.it e qui la pagina Facebook di Chiara.

Crede nei film in bianco e nero, nei muffin allo yogurt e nella raccolta differenziata.
Detesta le persone che parlano di sé in terza persona nelle loro biografie e prende sempre piatti a base di pomodorini pachino anche se sa che dovrà separare le bucce dalla polpa. Una a una. Sempre. Sono “inciampata” in Lungarno nel 2013. Mi è piaciuto. Non l’ho più mollato. Per Lungarno scrivo, fotografo (potete trovare la nostra gallery su Instagram) vendo borsine, vedo gente, faccio cose, mangio, non prego, amo.

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