frenopersciacalli

0 Flares 0 Flares ×

Ci sono persone che si avvicinano al disegno “da grandi” e altre che nascono immerse in quel mondo: frenopersciacalli è uno di questi.

Un nome, un anagramma, una storia. frenopersciacalli, minuscolo e tutto attaccato – si assicura – altro non è che “un gioco che mio padre mi insegnò per trovare il mio nome indiano. Una parola che viene scelta in base al proprio spirito, un nonsense che alla fine corrisponde a qualcosa”.

15107253_599256930264885_1564321263840493453_n“Sto mantenendo viva la tradizione con i miei figli. Disegno da sempre, in famiglia lo facevano tutti, lo trovo naturale e indispensabile”. Rimango affascinata da questa sua voglia di persistenza temporale, di continuità. È la stessa che ritrovo in molti dei suoi lavori. Dai dipinti ai live painting, dai libri ai murales negli edifici abbandonati: i suoi schizzi prendono vita anche sulla carta e sui muri, senza limitarsi al mondo dei tatuaggi.

C’è dunque vita oltre l’inchiostro, poiché mi rivela che presterà la sua mano al nuovo disco di Krishna Biswas. E nonostante non si identifichi completamente con l’elemento dell’acqua, mi piace accostare alcuni dei suoi lavori a essa. “La tecnica del segno unico è solo istinto, memoria della mano e tanti fogli buttati”. Le sue linee continue scorrono, e non si arrestano davanti a nulla. Trascinanti e mai piatte – le sento inarrestabili proprio come lo scorrere di un fiume.

 

 

Crede nei film in bianco e nero, nei muffin allo yogurt e nella raccolta differenziata.
Detesta le persone che parlano di sé in terza persona nelle loro biografie e prende sempre piatti a base di pomodorini pachino anche se sa che dovrà separare le bucce dalla polpa. Una a una. Sempre. Sono “inciampata” in Lungarno nel 2013. Mi è piaciuto. Non l’ho più mollato. Per Lungarno scrivo, fotografo (potete trovare la nostra gallery su Instagram) vendo borsine, vedo gente, faccio cose, mangio, non prego, amo.

0 Flares Facebook 0 Twitter 0 Pin It Share 0 Google+ 0 0 Flares ×