L’ex indiano riprende vita e colore

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È una storia comune, sempre la stessa. Uno stabile di proprietà pubblica che dopo investimenti fallimentari e concessioni poco chiare, viene chiuso e abbandonato all’incuria e al degrado. L’edificio conosciuto come Ex-Indiano fu costruito verso la fine dell’800 e gli inizi del 900,  è uno stabile di proprietà pubblica, che veniva concesso ad associazioni e ad attività di ristorazione. E fu proprio in una delle ultime concessioni che l’Indiano si trovò al centro di un’inchiesta sulla mala gestione.

Ma da alcuni giorni, questa palazzina in stile liberty, costruita tra il Mugnone e l’Arno, è tornata alla vita grazie a un gruppo di ragazzi che hanno deciso di sottrarla all’abbandono e alla muffa per realizzarci un centro sociale.

“Abbiamo deciso di occupare uno dei tanti stabili abbandonati della città per farne un luogo di socialità e condivisione – c’è scritto su un cartello – per organizzare dibattiti, presentazioni e concerti, per dare spazio a chi come noi necessita di un luogo nel quale trovarsi e fare attività, per far fronte alla disgregazione sociale e all’assenza di possibilità che ci offre questa città”.

I progetti in cantiere sono tanti: una sala concerti, una residenza per artisti e varie attività che verranno decise nelle assemblee pubbliche e poi calendarizzati. Lo scopo principale è mantenerlo un luogo aperto e polivalente dove proporre attività, giornate di approfondimento politico e musicale, mense popolari, corsi d’italiano e progetti in sintonia con le idee di libertà e autogestione che hanno mosso verso la riapertura.

C’è la voglia di costruire forme di società e socialità alternativa, che non necessitino di autorità e che possano presentarsi come una proposta nuova e concreta, soprattutto per la zona in cui si trova, le Piagge, che soffre dell’assenza di centri di aggregazione.

E già prima di entrarci si percepiscono le potenzialità e il fascino di un futuro centro culturale fiorentino, come ne mancavano da tempo.

Il contrasto tra il verde delle Cascine e l’acciaio rosso del ponte suggeriscono un’atmosfera da fantascienza metropolitana che conferma la sensazione che sia un luogo esteticamente significativo da riconsegnare alla comunità. Due bocche spalancate disegnate sulle arcate del soffitto accolgono all’entrata, al primo piano ci sono la grande terrazza per la giocoleria e le altre stanze in costruzione.

L’Ex Indiano sembra poter essere uno di quei luoghi nascosti all’interno delle città che ci ricordano che, oltre a turisti e imprenditori, esistono anche degli abitanti.

 

Link fb: Ex Indiano Occupato

 

di Chiara Carovani

 

 

Articolo pubblicato dalla redazione.
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