#maggio è il #mese della #Madonna

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Farid dice sempre ma che te ne frega delle notifiche.

Che se mangi e guardi il telefono e poi tocchi lo schermo con le mani unte e rispondi e scrivi e magari un poco di insalata o di salsa piccante cola sul tavolo e tu non senti nemmeno più se stai mangiando, cosa stai mangiando e se ascolti la musica nel frattempo e mastichi e guardi una foto o cerchi un nome.

Ma che te frega delle notifiche. Perché poi non capisci nemmeno che sapore hanno le cose, e i falafel lo devi capire se hanno sapore, non ricordi se avevi fame davvero, se ti interessa ciò che le persone stanno chiedendo, se sei in grado di rispondergli, se puoi aiutargli, se vuoi farti vivo. Se cerchi un hashtag a prescindere. Pure se nessuna foto è venuta a modino, se sprechi un tag, se alle stories vale la pena prestarci attenzione, avere premura di un filtro, se dovresti comprare un telefono senza connessione, se vuoi vivere in campagna, se vuoi essere invisibile, scomparire dal virtuale, dal virale, dal vitale.

Ma che te ne frega delle notifiche con la bocca piena. Se tutti dormono e tu mangi. Quando i bisogni primari sono diventati meno importanti, quando si è rovesciata la piramide di Maslow e nutrirsi ha meno importanza di avere un’opinione su Brunori; ma se mangi il kebab e ascolti ancora Lucio Dalla. Se due tizi al tavolo accanto dicono che i Baustelle erano belli ma “prima, prima che diventassero…capito no?”… “come sono. Come sono ora”. Che era tutto bello, ed erano tutti bravi, ma prima…prima che diventassero ora.

“Ma che te ne frega delle notifiche”, ripete Farid mentre pago e me ne vado e lui ascolta sempre musica orientale e anche Lady Gaga (Lady Gaga gli piace abbastanza), “Poker Face” moltissimo, e allora non saprei, non ricordo più cosa diceva quella notifica, forse un invito, un commento, non so.

Eppure agli inviti bisogna badarci. Jane Austen ci ha speso una vita, dietro agli inviti, e non lo avrebbe mai scritto “Orgoglio e Pregiudizio” senza dar peso agli inviti. E Mr. Darcy non sarebbe stato lo stesso se non avesse dato la giusta importanza alle notifiche che gli arrivavano, tutti quegli eventi e i balli e i pranzi.

Ma che te ne frega delle notifiche. Che comunque non vanno lette mentre si mangia, né quando si ascolta Brunori, o i Baustelle, men che meno Lucio Dalla. Su Lady Gaga non so, magari “Poker face”, magari…

 

di Giacomo Alberto Vieri

 

Articolo pubblicato dalla redazione.
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