Wonder Woman: la Dea delle Amazzoni al fianco degli umani

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La Wonder Woman di Patty Jenkins è finalmente uscita nelle sale cinematografiche. L’hype intorno alla prima supereroina protagonista di un film standalone DC era altissimo e, tra vari entusiasmi e delusioni, la DC ha dimostrato di aver fatto qualche passo in avanti rispetto ai precedenti Batman V Superman: Dawn of Justice e Suicide Squad. Purtroppo siamo ancora lontani dal maestoso Universo Cinematografico Marvel, ma la Dea delle Amazzoni dà nuovamente vita a delle speranze che ormai sembravano sepolte per sempre.

Diana Prince è una bambina dall’animo buono e coraggioso, cresciuta sull’idilliaca isola di Themyscira, luogo in cui la Guerra, la corruzione e tutti i mali del mondo degli uomini sono un qualcosa di estraneo e lontano. Ma come in ogni buona favola che si rispetti (favola perché, dalla morale, e dai valori che la pellicola tenta di trasmettere, non si distanzia molto dall’universo fiabesco della Disney, intriso di sogni e insegnamenti e caratterizzato dall’epica battaglia del bene contro il male) il pericolo sta sempre dietro l’angolo: l’acerrimo nemico delle Amazzoni, il Dio della Guerra Ares, è tornato e solo Diana può fermarlo.

La prima parte del film di Patty Jenkins scorre piacevolmente tra battute e gag che evidenziano la condizione da pesce fuor d’acqua di Diana nel mondo degli esseri umani. Incontriamo la Wonder Woman delle origini, quella supereroina non consapevole fino in fondo dei propri poteri, e ancora particolarmente ingenua, innocente e pura di cuore. Più problemi si riscontrano nel momento in cui la Diana di Gal Gadot si mette in viaggio insieme ai suoi tre compagni, alla volta della Guerra. Si percepisce un’atmosfera eccessivamente enfatica e gloriosa, evidenziata soprattutto dagli slow-motion, forse un po’ troppo grossolani, che vedono la supereroina in azione.

Abbiamo di tutto: commedia, dramma, romanticismo, azione, avventura, suspense, storia. Bisogna ammettere che Wonder Woman non rappresenta un capolavoro, cinematograficamente parlando, ma resta comunque un buon prodotto d’intrattenimento, che potrebbe comunque avviare una fase più fortunata in casa DC.

 

di Mary Saccà

 

Articolo pubblicato dalla redazione.

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