“Un c’era miha bisogno” – Urs Fischer in Florence

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Big Clay#4 è frastornante.

Sembra che un bambino gigante abbia abbandonato in Piazza della Signoria un pezzo di didò dopo averlo manipolato per ore. Big Clay#4 è un bozzetto amplificato.

Non è – o meglio – “non è ancora”. È una possibilità. Suscita reazioni forti, fa discutere. Gruppetti di persone girano intorno alla scultura con una nuvola di punti interrogativi sulle teste.

L’opera di Urs Fischer ha trasformato Piazza della Signoria in una moderna agorà, uno spazio per la discussione sull’arte, soprattutto su quella contemporanea. L’arte è viva, come lo è Firenze, che con questa esposizione, e molte altre in corso in città, si scrolla di dosso la polvere del passato: da museo a cielo aperto, Firenze si trasforma in un laboratorio di idee nel quale l’arte nuova risveglia le coscienze assopite.

Con questa esposizione, completata dalle sculture in cera “Two Tuscan Men”, la nostra città partecipa attivamente al dibattito internazionale sull’arte contemporanea.

Ce n’era bisogno.

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