Working girl

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Era il lontano 1988 e Melany Griffith, ancora non deturpata dalla chirurgia estetica, conquistava Harrison Ford e la tirava in tasca ad un’algida Sigourney Weaver nel film di Mike Nichols “Una donna in carriera”. Mi è sempre piaciuta questa storia, perché parla di riscatto, del “volere è potere”, parla di rivincita da un sistema di caste che mica poi è cambiato così tanto ancora oggi.

working girl 2In realtà è una favola e come nelle migliori storie di sempre, alla fine la “Cenerentola” della situazione riesce ad avere la meglio sulla “strega cattiva”, ma non grazie ad un’alquanta scomoda scarpetta di cristallo, bensì alla sua geniale intuizione ed intelligenza…e perché no anche grazie ad un notevole paio di gambe!

New York è sullo sfondo, con i suoi grattacieli ed i battelli che da Brooklyn portano le varie working girl a Manhattan, una specie di terra promessa dove si avverano i sogni, con quell’ottimismo attuabile solo negli anni ’80.

 

 

working girl3Ricordo un tripudio di giacche e blazer con spallini imbottiti, gonne midi al ginocchio, scarpe Reebok bianche in borsa da sostituire a tacchi a spillo usati in ufficio, maxi trench e capelli cotonatissimi. Quella era la moda di quegli anni, tanto che anche mia mamma, nonostante avessi 11 anni appena, mi cuciva le spalline imbottite sotto i golf: ricordi che assomigliano a veri incubi.

Eppure, come spesso dico, “tutto torna”, la vita, e così anche la moda, è ciclica: quest’anno l’autunno/inverno sarà assolutamente dominato dal ritorno del Blazer, con spalline imbottite, dal taglio maschile, leggermente over e lungo.

Il principe di Galles e il pied de poule la faranno da padroni, mixati a colori come il pesca (si avete capito bene!), l’onnipresente grigio fumo di Londra e perché no anche il jeans. Il trench (un sempre verde) coordinato a gonne midi e stivali alti al ginocchio. Insomma una moda retrò con quel tocco tres parisienne che affascina sempre e che non stanca mai.

Le grandi catene low cost sono piene di questi capi, ma se avete voglia andate a cercarli negli armadi delle vostre mamme o nei mercatini dell’usato, perché si sa il fascino delle cose che hanno un passato è impareggiabile. So…Let the river run

 

 

Marta Pancini

Fiorentina, classe 1977, amante di ogni forma di arte, divoratrice seriale di patatine e film. In un’altra vita era certamente un gatto. Si è ritrovata per caso a lavorare nel mondo della moda col nome di Lulaida. Nel 2011 insieme ad un nutrito gruppo di “folli geniali” ha fondato il Glue Alternative Concept Space di Firenze, letteralmente uno spazio che può definirsi “Colla” di musica e cinema.

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