Le Madeleines

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le madeleinesEmancipazione è diventato sinonimo di “incapacità culinaria” e la donna contemporanea non è tale se non si vanta in pubblico, nel maggior numero di occasioni possibili, di non saper cucinare.
Il contrario vale per l’uomo, il 21st century alpha man, che, oltre a montarti gli scaffali e a pagarti il ristorante (luogo dove il femminismo si arresta improvvisamente), deve vantare una cantina di vini dalle annate importanti, un set di coltelli giapponesi e un corredo con batteria di pentole in acciaio inox 24 pezzi con annessa mountain-bike con cambio Shimano.

Ma che ne sarebbe stato di Proust se sua zia Leonia non fosse stata una donna che, sfornando madeleines, perdeva ai fornelli il tempo che lui ricercava? Una ricerca che seguiva le vie di un vagabondare emotivo rappresentato dalle conchiglie dei pellegrini, da cui le madeleines prendono forma.

Perché la via per il cuore passa dallo stomaco ed il femminismo non si ferma certo in cucina.

 

Per gli amici Stoló, tiene ‘a pummarola int’e vvene e non indossa mai i pantaloni.
Architetto ed event manager, trova giustificazione ad ogni dramma nelle stelle. Dura in sensi plurimi, si destreggia tra ristoranti, sac à poche ed illustrazioni foodie a suon di shoegaze.

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