Borg McEnroe: La rivalità tra il ribelle e il gentiluomo

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Borg McEnroe, pellicola diretta da Janus Metz, che porta sul grande schermo la storica rivalità tra i due campioni di tennis, ha stregato la Festa del Cinema di Roma, aggiudicandosi il Premio del Pubblico.

Bjorn Borg e John McEnroe. Due nomi che hanno fatto la storia del tennis, così apparentemente distanti e diversi l’uno dall’altro, ma anche incredibilmente simili. I due campioni sono due facce della stessa medaglia: Borg (Sverrir Gudnason) non lascia trasparire alcuna emozione, e mantiene sempre un inspiegabile stato di calma, che lo fa apparire agli occhi della stampa e degli appassionati come una sorta di macchina; McEnroe (Shia LaBeouf), invece, porta sul campo, oltre che la sua bravura, anche un’intensa dose d’irriverenza e impetuosità, caratteristiche che lo rendono malvoluto dal pubblico.

Il filo che li divide è molto sottile. Mentre McEnroe è sfacciato pubblicamente, nel privato è uno studente modello, con sani principi, e una famiglia medio-borghese alle spalle, Borg è l’esatto contrario, proveniente da una famiglia di umili origini, irruente e rissoso nella vita quotidiana, ma tranquillo e glaciale quando gli occhi sono puntati su di lui.

La regia di Janus Metz e la sceneggiatura firmata da Ronnie Sandahl conducono gli spettatori nel passato dei protagonisti, in attesa della partita che consacrerebbe Borg per la quinta volta campione del mondo, e porterebbe McEnroe a spodestare il grande Borg. La prima parte del film mostra una certa lentezza e difficoltà a ingranare, ma, proseguendo la visione, è chiaro quanto sia fondamentale a creare quel pathos ed empatia necessari al match decisivo.

Senza conoscere il background di Borg e McEnroe il punto cruciale della pellicola apparirebbe piatto e privo di emozione, in quanto proprio le vicissitudini dell’infanzia li hanno indirizzati verso le scelte sportive e l’immagine adottata. Coloro che sono estranei alla vicenda reale, poiché forse troppo giovani, alla fine appoggiano entrambi, senza il coraggio di schierarsi da una parte o dall’altra, con il battito del proprio cuore che palpita follemente, come il suono magico delle due racchette che furiosamente tentano di rincorrersi sul campo.

Mary Saccà

Nata a Firenze il 4 agosto 1993. Laureata nel 2015 con il massimo dei voti in “Progettazione e Gestione di Eventi ed Imprese dell’Arte e dello Spettacolo” con una tesi che ripercorre le doti attoriali di Tom Hanks, evidenziando in particolare le sue sei interpretazioni in “Cloud Atlas”. Fa parte dello staff organizzativo del Florence Korea Film Fest e del Dragon Film Festival, e scrive per alcuni siti web in qualità di newser e recensore.

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