Edgar Allan Poe: il principe dell’orrore nei sotterranei della Pergola

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Se a febbraio cercate il brivido, armatevi di coraggio e scarpe comode e recatevi al Teatro della Pergola: nei sotterranei dell’immenso complesso teatrale ha luogo lo spettacolo itinerante I racconti del terrore – Mezzanotte a teatro con Edgar Allan Poe. La paura durerà fino ad aprile, grazie a due cicli di serate per ogni mese.

Gli spettacoli cominciano la sera tardi: quando il buio è più nero e le ore strisciano verso terre di sogno lontane, il Teatro della Pergola apre al pubblico i suoi “sotterranei” e la toscanissima Compagnia delle Seggiole propone i racconti di Poe. Questi spazi nacquero intorno al Teatro come luoghi di vita e di commercio e, molte volte, i lavoratori si fermavano anche a dormire: è proprio in questi luoghi, intrisi di vite passate, che i testi del principe della letteratura dell’orrore rivivono e si insinuano tra le paure più recondite dell’animo umano, indagando i misteri intrappolati tra il sonno e la veglia, tra la realtà e la fantasia.

Tali sono le tematiche affrontate da I racconti del terrore, dei quali vengono rappresentati Hop-FrogL’angelo del bizzarroWilliam Wilson (8/10 febbraio e 22/24 febbraio); Il cuore rivelatore- La maschera della morte rossa- La sepoltura prematura (8/10 marzo); Il gatto nero- Il ritratto ovale- Blackwood (23/25 marzo); La cassa oblunga (5/7 aprile).

Questo ciclo di spettacoli non solo costituisce un’occasione per visitare gli ambienti storici del Teatro della Pergola (altrimenti visitabili previo appuntamento su www.associazionemarginalia.org), ma offre una fantastica possibilità per venire in contatto con la tradizione del teatro basato sulla parola, un genere di rappresentazione sostenuta solo dal testo.

 

Per maggiori informazioni consultate QUI

 

Elena Marta Manzi

«Le parole non colgono il significato segreto» notava un saggio scrittore. Ma io dico che qualche volta sì. Non riesco ad esprimermi bene con le parole, fino a che non le sistemo in ordine su un foglio. Riesco a pensare meglio quando scrivo, per cui sono convinta che scrivere – e leggere – sia il più tenero specchio di cui dispongo – senza avere mai paura di guardarci dentro. Nel tempo del fare  – quello che dovrebbe identificarmi come individuo nella società – studio la storia dell’arte, canto, rido, qualche volta mi riaddormento quando suona la sveglia, lavoro ogni tanto.

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