“Il profumo” di Süskind e la libreria Puntifermi

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Il quartiere Le Cure è a me sconosciuto, è uno di quei luoghi il cui nome esce di tanto in tanto dalla bocca di qualche persona intorno, tutti sanno dove sia, ma rimane sospeso in un ritaglio di città riservato a pochi. In questa sospensione, in questo territorio distaccato si fanno spazio i luoghi di Puntifermi. Parquet e mobili bianchi sono le prime impressioni, e la calma e il silenzio che un’afosa giornata di giugno mi regala (perché amo afa e calma insieme), fanno da sfondo all’incontro con Cristiana.

Gli scaffali sono ricolmi di libri di tutti i generi e la maggior parte degli arredi sono dedicati ai più piccoli. Incontro un signore che deve essere della libreria e, dopo avergli chiesto il solito consiglio sul titolo da leggere, mi sorride e mi indica la donna al bancone. Cristiana, sorpresa dalla domanda, lì per lì mi dice che non può aiutarmi, che la scelta di un libro è qualcosa di estremamente personale. Di nuovo, con la leggerezza ormai rodata, le chiedo solo il titolo di un libro che significa qualcosa per lei. Abbassando lo sguardo per un attimo, mi dice, come un’illuminazione, “allora Il Profumo”. Me lo descrive come un libro indispensabile, di quelli che vanno letti senza alcun tipo di esitazione, di quelli, a detta sua, necessari.

“Il profumo” di Süskind è un libro dai sapori ottocenteschi, ambientato nel Settecento e scritto recentemente, nel 1985. Ma chi è che non conosce la storia di Jean-Baptiste Grenouille, l’assassino dal sistema olfattivo iper accentuato, che risulta infine il più romantico e vero degli uomini? Se non per il romanzo, la sua storia è altresì famosa per il bellissimo film del 2006 diretto da Tom Tykwer e con Grenouille interpretato da Ben Whishaw.

L’unica leggerezza che posso permettermi nello scrivere della trama è quella di constatare che Grenouille ha la chiave per smascherare la falsità in cui tutti gli uomini vivono. Sono l’odore e il profumo secondo Jean-Baptiste a tirare le redini del comportamento degli uomini, a guidare loro nelle passioni, aspirazioni, relazioni. E ciò appare quindi invisibile ai più, anzi, a tutti eccetto lui, perché è agli occhi che ci affidiamo, a ciò che ci batte dentro, allo stomaco, alle orecchie.

Gli odori, le puzze e i profumi rimangono tutti sullo sfondo, sono delle comparse nella realtà, necessarie ma invisibili al movimento del mondo. Ringrazio tanto Cristiana per avermi fatto riscoprire questo capolavoro ed è grazie ad opere come queste che sono convinto che il bello (olfattivo, visivo, uditivo che sia) abbia ancora tanto spazio in questo mondo.

Ps: alla fine anche l’altro uomo, inizialmente distaccato, mi ha consigliato un libro: “Io resto qui” di Balzano.

 

foto: elisasartarelli.it

 

Luca Starita

Di sangue napoletano, di crescita senese, di maturità fiorentina, passando per le strade bolognesi, romane e milanesi. Scrivo da paranoico, leggo da affamato. Nasco nel 1988 e, sebbene parli in napoletano solo quando sono emotivamente alterato, sento Napoli come il mio segreto più grande. Ho studiato e studio Lettere, “a che ti serve?” è ormai una domanda inflazionata. Sento di far parte di una generazione di figli non voluti ed eterni bipolari, ma che possiedono il dono più grande: la libertà.

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