I Malerba: l’uniforme dei padri indossata per gioco

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“Hai preso di nuovo la divisa di tuo padre?”. Sono le parole che un anziano pastore rivolge al giovanissimo protagonista del video, quasi un cortometraggio, di ‘Rosa senza spine’. E non potrebbe esistere una metafora più indovinata per la musica dei Malerba, duo dalle porte aperte, che viaggia tra le province di Roma e Firenze.

I Malerba sono Matteo e Tiziano, con le loro anime da chansonniere e da bluesman; ma sono anche Francesco e Carlo, che accompagnano il tour attualmente in corso in veste di solida sezione ritmica, contrabbasso e batteria. Il cantautorato italiano e francese, De Andrè e Brassens insieme, costituisce l’albero genealogico di Matteo, compositore e autore di testi che parlano di un mondo insieme antico e contemporaneo, dove si rincorrono i binari di un treno immaginato come locomotiva e non certo ad alta velocità.

Negli arrangiamenti di Tiziano (autentico ed eclettico factotum del gruppo: con non pochi sforzi collega un armamentario di switch ad un unico amplificatore per cinque strumenti diversi) si sente l’eco di un folk blues americano e londinese, che porta la loro produzione a buon diritto anche nel mondo dello swinge del blues.

Di questa grande famiglia fa parte “Il grande blu”, il loro album d’esordio, descritto come “una mancanza, però cantata in maniera leggera”. Leggera, ma mai superficiale. Le loro sono anche storie di contrasti, di stranieri in casa propria, di generali in abiti da suore, di conflitti antichi, descritti con parole che usiamo poco: forestieri, premure e criniche ci riportano a un tempo passato anche se non distante.

Lo stesso che si riscopre andando a trovarli: le loro prove durano tutto il giorno e si svolgono in un paesino sulle colline di Chiesanuova, ospiti di un circolo che è chiuso alla controra; si percorrono strade su cui le fronde degli alberi si chiudono a volta, e ci si scorda che è un giorno feriale.

 

È antica anche la timidezza di Matteo, quando alla mia richiesta di completare istintivamente la frase “Malerba è…” risponde: “Malerba è… finita?”. Per nostra fortuna, è appena iniziata.

 

Sito: www.malerbamusica.it

Facebook: www.facebook.com/MalerbaMusica

 

foto di copertina di Marta Ceccucci

 

Martina Vincenzoni

Martina è nata a Roma nel 1989. Sorella maggiore per destino e per indole, di giorno è in cattedra alle scuole superiori, di sera in sala prove con il suo gruppo o nel pubblico di concerti ad ascoltare gruppi da conoscere e recensire. Ama gli incontri e investe nelle relazioni. Non riesce a fare un passo in avanti se prima non ha vagliato tutte le altre possibili direzioni. Nel continuo conflitto tra ragione e sentimento, si illude che la scrittura possa rappresentare una soluzione.

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