Sei una fava

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Seppur arrechi spesso grandissima gratificazione, non è sempre facile dire a qualcuno che è un coglione. Per non addentrarci nei particolarismi caratterizzanti del caso, mi sento di parlare a nome di tutti dicendo che l’immagine dell’organo non vuole di certo essere esplicitata dall’interlocutore al momento dell’insulto: nessuno di noi, dando del coglione all’altro, vuole immaginarlo come un testicolo grandezza uomo.

Ad ogni modo, consapevole o meno, l’essere umano tende sempre ad associare ciò che di più brutto esiste al mondo ai genitali maschili. D’altro canto, secoli di ominazione ci hanno permesso, oltre che ad inventare il selfie stick e il fidget spinner, di scegliere molteplici parole per insultare gli altri rappresentanti della specie: la capacità di astrazione ci ha consentito di creare delle metafore di rara virtù poetica. Ed è grazie a questa capacità che l’homo sapiens toscano ha preso in prestito quello che poteva offrire il mondo ortofrutticolo alla sua portata, inventando fava.

Come dicevo all’inizio, non è sempre facile dire a qualcuno che è un coglione. Prima d’inventare fava, il toscano soffriva questa debolezza. Questo mammifero caratterizzato dalla stazione eretta, dallo sviluppo straordinario del cervello e delle facoltà psichiche e dell’intelligenza, notò che il miglior modo per insultare qualcuno era dirgli le cose peggiori senza farglielo ben capire. Sì, non c’è niente di meglio che insultare l’altro strizzandogli un po’ l’occhio per espiare subito le proprie colpe.

Così, nacque fava. Fava si presenta spesso da sola, già tutta agghindata. All’apparenza timida, nasconde dietro merletti e sorrisetti l’ipocrisia del politically correct, la sua vera natura. Fava è un’elegante ingiuria che, con il suo bicchiere di champagne in mano, riesce a darti del coglione con grande nonchalance. Non solo: fava ha il potere di farti credere che tutto sommato sei veramente ottuso come lasci intendere. Per risposta le sorridi, non ci rimani male, al contrario, ti sembra di acquisire finalmente la certezza di qualcosa per la quale in precedenza avresti sicuramente controbattuto. Fava appoggia il suo bicchiere e ti saluta. Tu rimani lì, con quel sorrisetto ebete quasi divertito, ad ammirare la rara forza evangelica con cui fava riesce a convertire i coglioni ignari della loro condizione in coglioni consapevoli.

Selene Mattei

Quando sono occupata penso intelligentemente a cose inutili e faccio roba intelligente in maniera del tutto inutile. Durante il tempo libero mi convinco che non sia così.

www.selenemattei.it 

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