DI HIGHLANDS E IMMORTALITÀ

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Vi immaginate quale potrebbe essere la vostra vita se sapeste di essere immortali?

Devo dire che soprattutto in giovane età me lo sono chiesto, come se fosse un’opzione possibile, poi. Mi divertiva l’idea di poter rinascere ogni volta in modo diverso, un foglio bianco per riscrivere la propria storia, scacciando la fragilità e facendo posto ad un ego smisurato (magari lo avessi!), capace anche di compiere scelte impulsive, in grado di dire sempre quello che si pensa anche se scomodo e impopolare.

Immaginate di poter fare qualunque cosa: saltare dal trampolino più alto, prendere un treno in corsa, scalare il monte Everest, girare il mondo sui pattini a rotelle, provare a fare l’archeologo, vivere ogni volta in un posto diverso, poter imparare tutte le lingue del mondo, diventare eremiti, aver la possibilità di andare sulla Luna, potersi permettere di sbagliare, di prendere le strade meno battute, di sprecare il tempo, avendo a disposizione l’eternità.

Ecco, il tempo, un’entità che sentiamo come limite assoluto e che costantemente ci frena.

Se fossimo immortali questo non sarebbe il nostro problema.

Certo, avremmo altri generi di pensieri e questioni: come non ricordare la straziante scena in cui l’immortale “Highlander” Conner Mc Leod (al secolo Christopher Lambert, l’uomo dalla fronte più alta che abbia mai visto) assiste all’inesorabile scorrere del tempo sul volto della sua amata, il tutto condito dalle note del capolavoro dei Queen “Who wants to live forever”.

Devo ammettere che il mio personalissimo concetto di immortalità dal momento in cui vidi quel film, non fu più lo stesso: ma che noia avere tutto quel tempo, che frustrazione vedere gli esseri umani che continuano, secolo dopo secolo, a commettere sempre le stesse imprudenze e gli stessi errori e poi non ci penso nemmeno a fare l’eremita!

Una cosa però mi ha letteralmente conquistato: quel kilt svolazzante dell’eroe in questione, quello scozzese sempre verde che ritorna puntuale anche nella moda autunnale ogni anno.

Ebbene sì: lo scozzese è immortale decisamente ed in questa stagione ci mancherà solo la cornamusa e saremo a posto, da qui all’eternità.

Nelle passerelle abbiamo assistito a mashup di diverse fantasie scozzesi che poco mi convincono, diciamocelo certe immagini danneggiano la vista. Per essere super attuali, vi basterà semplicemente scegliere uno tra i seguenti capi di questo pattern: una giacca strutturata nei colori autunnali, una gonna a pieghe, meglio se lunga da indossare con stivaletti o sneakers, una sciarpa-scialle (occhio a non inciampare!), un paio di pantaloni a sigaretta e a vita alta o un cappellino rigorosamente in lana e dalla forma a basco.

Non avremo il dono-condanna dell’immortalità, ma almeno saremo vestite divinamente e magari invecchieremo con qualcuno che per fortuna invecchierà con noi e non conterà, si spera, le nostre rughe.

Marta Pancini

Fiorentina, classe 1977, amante di ogni forma di arte, divoratrice seriale di patatine e film. In un’altra vita era certamente un gatto. Si è ritrovata per caso a lavorare nel mondo della moda col nome di Lulaida. Nel 2011 insieme ad un nutrito gruppo di “folli geniali” ha fondato il Glue Alternative Concept Space di Firenze, letteralmente uno spazio che può definirsi “Colla” di musica e cinema.

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