Futuro, innovazione, cyber security ed arte; questo il mix di ingredienti della 9°edizione di Internet Festival, dove le forme del futuro orneranno la città di Pisa dall’11 al 13 ottobre.

Per l’occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare No Curves, artista di Tape Art per eccellenza ed autore delle installazioni attorno alle Logge dei Banchi che raffigurano interessanti personaggi del nostro tempo. Samantha Cristoforetti, Adriano Olivetti, Steve Jobs: personalità che hanno tracciato una connessione con il futuro, un po’ come No Curves fa tracciando le sue linee con il nastro adesivo.

Osservando quell’artista a tratti imperscrutabile e quei disegni che compongono i volti dell’IF 2019, le domande sorgono spontanee.

 

Come ti sei avvicinato alla Tape Art? In che modo comunicano le forme geometriche?

Ho scelto il nastro ed il nastro ha scelto me come se fossimo uno il prolungamento dell’altro. È bello come si annulla quello spazio che c’è tra prendere lo strumento e creare qualcosa non così distante dalla forma d’arte classica.

 

Che cosa ti ha portato ad accettare l’invito di Internet Festival?

Oltre alla fortuna di un ottimo dialogo con Gianguido Grassi, curatore dell’installazione, sono da sempre un grande fan del mondo del futuro, di internet e di tutta la cultura cyber.

 

 

“Le regole del gioco” è il nome dell’edizione di IF 2019. In che modo rompere alcune regole ti ha portato ispirazione?  

Abbandonare qualunque regola dell’arte tradizionale comporta una rottura e ad essere fuori dagli schemi. Passiamo la vita a vedere le cose in forma geometrica ed a trasformare gli spazi. Penso che da qui nasca l’ispirazione di creare qualcosa.

 

Tech vs Human è un elemento chiave di IF 2019; un gap che cambia continuamente. Qual è la connessione di arte e tecnologia e quale l’attività che resta umana?

Con la nascita della rete ormai è molto difficile distinguere le due. La connessione esiste come essenza, l’uomo è essenza della tecnologia e la tecnologia è pensata sull’uomo.

 

Internet e tecnologia significano futuro, un elemento motore delle tue creazioni. In che direzione pensi possa evolversi il tuo progetto?

Mi sono dedicato molto all’aspetto tra uomo e futuro; mi piacerebbe riuscire a creare un progetto virtuale, dei nastri virtuali, che interagiscano con luce e telefonia.

Il nastro è e diventa una striscia di comunicazione, è punto di unione, una strada che porta a formare qualcosa, che oggi sono i volti di questi personaggi.

 

Samantha Cristoforetti, Adriano Olivetti, Steve Jobs. Come mai la scelta di riprodurre queste tre personalità?

Prima donna nello spazio, è già così una proiezione verso l’altrove, l’ignoto. Dalla parte opposta abbiamo Olivetti, l’imprenditore dal mondo dei calcolatori che ha dato le basi per arrivare a Steve Jobs, colui che ha captato l’esigenza di unire la tecnologia alla persona anche nel design.